La Vera Origine della Vita – Lloyd Pye (P.2)

 

 

panspermia, vita sulla terra, genesidi L. Pye

Traduzione di Anticorpi.info


Continua dalla Prima Parte

Intervento esterno.

Tra i motivi per cui gli scienziati hanno insabbiato le importanti scoperte descritte nella prima parte, vi è la foga con cui da sempre i fondamentalisti religiosi stanno loro alle costole. Se questi ultimi avessero tenuto le loro opinioni all’interno dei luoghi di culto forse gli scienziati sarebbero stati più propensi a riconoscere che la teoria ufficiale non coincide con la realtà. Invece gli attacchi hanno prodotto chiusura, e piuttosto che ammettere il torto la scienza ha proseguito a insegnare una teoria sulle origini della vita che è superata da oltre due decenni.
Un’altra ragione alla base di questo insabbiamento implica questioni finanziarie. Basta pensare ai miliardi di dollari in sovvenzioni pubbliche e private spesi ogni anno per cercare di provare l’esistenza della vita extraterrestre. Come si è visto, i fatti dicono che 4 miliardi di anni fa apparvero improvvisamente – dalla sera alla mattina – due razze della specie dei procarioti. Dunque la vita extraterrestre esiste! La vita non sarebbe mai potuta nascere spontaneamente da una micidiale combinazione di agenti chimici inorganici inabissati all’interno di masse di materiale ribollente. Così se gli scienziati ammettessero apertamente che la vita deve essere giunta sulla Terra da qualche altra parte, di colpo tutte quelle sovvenzioni sparirebbero.

La terza ragione che induce gli scienziati a non diffondere tale scomoda verità è chel’intera teoria della evoluzione incrementale si basa sul principio della animazione spontanea. La scienza ortodossa insiste sul fatto che ogni essere vivente sulla Terra sia il prodotto di una prolungata serie di mutazioni genetiche graduali, e che – come già detto – tale processo abbia avuto inizio spontaneamente, per via di alcune reazioni chimiche naturali, senza alcun intervento esterno di qualsiasi natura.

L’eventuale definitiva confutazione della teoria della animazione spontanea a seguito della aggregazione biochimica a seguito del calo delle temperature, comporterebbe la rivalutazione della ipotesi di un intervento esterno, prospettiva così inaccettabile per gli scienziati da indurli a negare l’evidenza piuttosto che affrontare l’imbarazzo di un mastodontico fallimento.

Quindi?
Quindi la vita è giunta sulla Terra da qualche altro luogo e tempo. E’ giunta in grande quantità e nella sua forma compiuta e definitiva, ad iniziare da due antichissime e microscopiche forme di vita resistenti alle più ostili condizioni ambientali.

E’ il momento di fare un balzo mentale che quasi nessuno scienziato e teologo è ancora disposto o capace di fare: prendere in considerazione la possibilità che la vita sulla Terra sia stata veicolata. In che modo? Le possibilità sono due: per puro caso, oppure … (detto sommessamente) a seguito di un deliberato intervento intelligente.

L’ipotesi di una inseminazione accidentale (tecnicamente denominata ‘panspermia’) è stata esaminata da un gran numero di pensatori indipendenti e perfino da alcuni scienziati ortodossi (l’astronomo britannico Fred Hoyle è forse il più noto). L’idea alla sua base è che la vita batterica sia ‘caduta’ sulla Terra a seguito di uno o più impatti di asteroidi provenienti da astri in cui risiedeva la vita.

L’altra ipotesi – denominata ‘panspermia guidata’ – asserisce che la vita sia stata volutamente ‘seminata’ sulla Terra; ad esempio per mezzo di capsule tecnologiche progettate per attraversare lo spazio e deporre i loro semi sui proto-pianeti.

A prescindere dalle modalità con cui si sarebbe verificata, la idea che possa avere avuto luogo una qualsiasi forma di ‘fecondazione’ dall’esterno appare ripugnante per la scienza, infatti la teoria della panspermia ha ricevuto poco più che una educata derisione da parte della cultura dominante, ed oggi è considerata una sorta di ipotesi alternativa. Si sono susseguiti molti tentativi, anche importanti, di reperire traccia dei ‘mattoni’ della vita sulla superficie dei frammenti di asteroidi caduti sulla Terra, ma con scarso successo.

Il punto da sottolineare in tutto ciò è che nessuno è ancora disposto a compiere un ulteriore balzo mentale per intuire l’ovvietà, cioè che qualche entità per qualche motivo abbia deciso di ‘inseminare’ la Terra quando era ancora un proto-pianeta, e che lo abbia fatto servendosi delle più resistenti forme di batteri oggi conosciute: i procarioti, creature che sembrano progettate per prosperare in condizioni ambientali proibitive.E’ interessante notare come ancora al giorno d’oggi esistano in natura procarioti esattamente come 4 miliardi di anni fa … invariati, indistruttibili, agenti microscopici dotati della capacità unica di trasformare qualsiasi inferno in paradiso. Ma di questo parleremo tra un attimo.

Chi riesce a compiere il balzo in avanti di cui sopra, e a prendere in considerazione la possibilità di una panspermia guidata, si ritrova a dover riflettere su una pletora di nuovi interrogativi.

– L’operazione avrebbe avuto luogo su tutti i proto-pianeti o solo sulla Terra?
– Nel secondo caso, perché proprio la Terra?
– Perché quando era un calderone ribollente?
– Perché non un paio di miliardi di anni più tardi, quando si fosse raffreddata?

Tutte ottime domande, le quali però non fanno che girare attorno alla vera questione irrisolta, e cioè per quale motivo qualcuno debba essere interessato a seminare la vita su un proto-pianeta.

Eccoci al punto, un concetto che pochi di noi riescono a considerare con serenità: è possibile che il pianeta Terra sia stato oggetto di una operazione di terraforming?

Benvenuti nell’allevamento delle formiche.
L’idea di terraforming in alcuni potrebbe evocare le immagini del film Z la Formica. Tutti noi sappiamo che funziona allo stesso modo per gli esseri umani e qualsiasi altra forma di vita, attori su un palcoscenico che sembra grande, ma che in realtà (la ripresa della telecamera si allontana velocemente nel finale di Z la Formica) è solo una minuscola sfera vorticosa posizionata da qualche parte nella vastità di un universo apparentemente infinito.

Quello del terraforming è uno scenario inquietante ma che è necessario affrontare. È realmente plausibile una simile ipotesi? Può essere anche lontanamente plausibile? Dobbiamo considerare i fatti per ciò che vediamo e conosciamo realmente, e non in base a ciò che siamo stati indotti a credere da persone da cui ci illudiamo di essere informati correttamente. La semplice realtà dei fatti sembra essere che la vita sia stata veicolata sul pianeta quando era ancora un gigantesco calderone galattico.

Le forme di vita con cui fu inseminata la proto-Terra furono i due tipi di procarioti, i quali oltre ad essere le creature più semplici, resistenti e durevoli di cui siamo a conoscenza possiedono (elemento cruciale, riscontrato negli esemplari odierni)  la capacità unica di produrre ossigeno con i loro processi metabolici.

Cosa c’entra adesso l’ossigeno?

C’entra perché è appurato che non può esistere vita in assenza di una atmosfera a base di ossigeno. Solo gli organismi anaerobici vivono senza di essa, tuttavia sono gli unici e di certo non servirebbero a facilitare la sopravvivenza di nuove e successive forme di vita. No, l’ossigeno è essenziale per la vita complessa come la conosciamo. E dato che l’ossigeno è l’ingrediente fondamentale per la vita in tutto l’universo, dal punto di vista di un ingegnere di terraforming mi basta un carico di procarioti affinché il sistema solare di 4 miliardi di anni fa inizi ad evolversi in una data direzione. 

Mettiamoci nei loro panni (o qualsiasi altra cosa indossino). Ipotetiche entità più evolute di noi di un paio di milioni o anche miliardi di anni. Spazio e tempo non significano nulla per loro. Così viaggiano alla ricerca di luoghi adatti ad ospitare la vita, e all’incirca 4 miliardi di anni fa trovano il nostro sistema solare, ed inizia il ballo.

Ogni proto-pianeta ribolle a temperature elevatissime proprio come la proto-Terra, ma ognuno di essi viene inseminato mediante i procarioti nella speranza che da qualche parte esistano le condizioni affinché tali batteri prosperino. Gli ingegneri sanno bene che laddove i procarioti riusciranno a prosperare, con il tempo migliaia di miliardi di essi produrranno abbastanza ossigeno per, in primo luogo, trasformare tutto il ferro del pianeta in ossido di ferro.

Ciò fatto … dopo diciamo un miliardo di anni (che, ricordiamo, significa nulla per gli ingegneri) … l’ossigeno prodotto dai procarioti  inizia a formare le acque dei mari e l’atmosfera. Quando l’atmosfera è satura (ad esempio, dopo un altro miliardo di anni), gli ingegneri possono introdurre nell’ecosistema forme di vita sempre più complesse. Ciò potrebbe includere, ad esempio, gli eucarioti, altri batteri unicellulari apparsi all’improvviso come i procarioti, all’incirca 2 miliardi di anni fa.

Gli eucarioti si distinguono perché furono la prima forma di vita avente un DNA con nucleo, che poi è una caratteristica che accomuna indistintamente tutte le forme di vita terrestri, tranne i procarioti. Noi umani siamo creature eucariotiche. I secondi inviati (che, esattamente come i procarioti, continuano ad esistere in natura anche oggi) sono molto più grandi rispetto ai predecessori, meno resistenti ma più efficienti nella produzione di ossigeno.

Dopo aver portato a compimento la prima parte del progetto, gli ingegneri attendono pazientemente che il proto-pianeta si raffreddi abbastanza per iniziare ad introdurvi le ‘vere’ forme di vita. Giunti al momento giusto, circa mezzo miliardo di anni fa, vengono introdotte nell’ecosistema le forme di vita più sviluppate, nel corso di quella che oggi è definita Esplosione Cambriana. Migliaia e migliaia di forme altamente complesse compaiono dal nulla, quasi dalla sera alla mattina; maschi e femmine, predatori e prede, creature ben poco rassomiglianti a quelle esistenti attualmente.

Questo è accaduto.

E successivamente gli ingegneri non hanno mai smesso di monitorare e manipolare l’opera. Nessuno ha notato che la Terra subisce a cadenza periodica catastrofi che eliminano tra il 50 e il 90% di tutte le forme di vita superiore? Tali eventi di estinzione di massa si sono già verificati cinque volte, l’ultima delle quali – risalente al Cretaceo di 65 milioni di anni fa – spazzò via i dinosauri.

Dopo tali eventi catastrofici gli ingegneri attendono qualche migliaio di anni che si rinnovi l’equilibrio biotico del pianeta, per poi ripopolarlo con nuove piante e animali adatti ad un ambiente post-catastrofico.

Anche quest’ultima ipotesi sembra trovare conferma in una serie di reperti fossili che gli scienziati cercano di spiegare mediante un addendum specioso al darwinismo chiamato ‘equilibrio punteggiato.’ 

Per quanto incredibile possa sembrare, sta di fatto che lo scenario descritto in questo articolo, dati alla mano, risulta più plausibile sia del creazionismo biblico che del gradualismo darwinistico. Ed in ciò risiede l’amara ironia. Con tonnellate di prove concrete che supportano la teoria dell’intervento esterno finalizzato alla creazione della vita sulla Terra, questa viene ugualmente ignorata e oscurata sia in ambito scientifico che religioso.

Comprensibile, dato che discutere apertamente di simili elementi susciterebbe un crollo di credibilità che al momento nessuna delle due parti in gioco può permettersi. Entrambe sono troppo occupate a combattersi reciprocamente, e l’ultima cosa di cui hanno bisogno è una terza versione che rischi di mandare in mille pezzi il loro dominio culturale.

Tuttavia, questa terza versione è arrivata, e ciò che temono sta per avverarsi

Articolo in lingua inglese pubblicato sul sito QLS
Link diretto:
http://www.qsl.net/w5www/lloyd.html

Traduzione a cura di Anticorpi.info

La Vera Origine della Vita – Lloyd Pye (P.2)ultima modifica: 2013-11-15T13:12:07+00:00da subbuteo63
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